Comments ( 3 )

  • Luisa

    Di solito i tuoi articoli li adoro ma questo in realtà mi ha lasciata interdetta per alcuni versi.

    Giudicare nn è un male ma lo è condannare e vessare qlc sulla base di pregiudizi e un’ipotetica superiorità intellettuale/spirituale/di rango.queste superpotenze che da secoli dividono gli uomini in caste e classi sociali permettono agli uni di giudicare e agli altri di subirne l’effetto ghettizzante.
    Quindi è sano avere una testa pensante e scevra da qualsiasi pre-giudizio ed esprimere opinioni in base a quello che si ritiene giusto nn a quello che viene fatto passare per tale.
    Anche il “giudicarsi” spirituali per me è un errore. Si può parlare più correttamente di inclinazione a una vita meno dissoluta o frivola o disfunzionale ma chi può affermare con certezza di essere “illuminato”!?!
    In più penso che quando ci si incammina su un percorso interiore di crescita spirituale è gioco forza accorgersi di avere necessità più semplici e che il cellulare ultimo grido o la spider costosissima o la mega villa alle Hawaii in realtà nn è un reale desiderio dell’anima ma uno dei tanti oggetti inutili che una società consumistica vende come indispensabili.
    Per finire la morte esiste si!come fine del percorso di vita del corpo ma come si dice nel mondo nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma.
    Con affetto

    • Elvio Rocchi

      Cara Luisa,

      ho l’impresisone che, tra le varie obiezioni che “con affetto” sollevi, ci siano sia cosa che nell’articolo non sono scritte da nessuna parte, sia cose che contesti ma che, in realtà, sono pari pari a quanto ho scritto.

      Solo per fare un esempio, quando mai avrei parlato di “superiorità spirituale” o “di rango”?

      Infine: l’idea che quando ci si mette in cammino si ha bisogno di cose più semplici, ha molto l’aria di uno stereotipo.
      L’Anima, te lo assicuro, può apprezzare eccome la villa alle Hawaii. Anzi…dove devo firmare? ?

  • Veronica

    Salve,
    Personalmente trovo che spesso si commetta anche l’errore di prendere alla lettera l’invito a “pensare positivo” e tentare quindi di annullare o reprimere i pensieri negativi e con essi le emozioni negative.
    Un po’ come nel caso della rabbia.

    Intervento molto utile.

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