Comment ( 1 )

  • Assunta Esposito

    Molto interessante. Vivo in un luogo dove gli alberi li bruciano e cementificano il territorio. Sapere che c’è un progetto in un posto del mondo che contrasta il deserto allarga il cuore. Qualche anno fa scrissi una poesia sul deserto si intitola Ti racconterò di quando attraversa il deserto. Io però ho attraversato il deserto del Gobi. Ma la poesia era una metafora. Anche l’uso della parola muro per indicare qualcosa di vivo e complesso come la natura cambia la mente. Mi piacerebbe visitare questo posto di cui parli ma…. chissà!!! Il sogno sarebbe che anche qui da noi ci fosse un rimboschimento …. meno cemento e tantissimi alberi…. meno piromani e costruttori edili. Ma non è per deprimenti qui i sognatori vengono derisi quando non uccisi…. eppure io lo so bene che gli alberi sono i migliori amici dell’uomo. Ho avuto una quercia che ha raccolto le mie lacrime per un amore impossibile dove la morte era la mia rivale. Quella Quercia è stata come una madre benigna. Mi ha fatto capire che non si perde mai l’amore che si dona. A ogni grande dolore una grande gioia. Non so quando rivedrò quella Quercia ma so che è dentro me. Così non so quando vedrò un pezzo del muro verde ma è uno spiraglio di luce nel deserto di anima che sono costretta a attraversare ogni giorno. Grazie di esistere Spiragli di luce.

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